Il Gambero di fiume (Austropotamobius pallipes) è specie inserita negli Allegati II e V della Direttiva Habitat, e attualmente a rischio di estinzione, a causa di diversi fattori, tra cui alterazione della qualità chimico fisica delle acque, del regime idrologico e della morfologia dei corsi d’acqua e presenza di specie di gamberi alloctoni, portatori della peste del gambero.  In Lombardia grazie al progetto LIFE CRAINAT sono state sviluppate azioni concrete per la conservazione del gambero autoctono e i risultati conseguiti sono stati molto buoni: 16 popolazioni di A. pallipes individuate appartenenti ad almeno 2 distinte ESU – Evolutionarily Significant Units, la produzione di circa 4500 giovani gamberi nei 2 centri di riproduzione attivati, la semina di giovani gamberi e/o il rinforzo con adulti in 14 torrenti, la realizzazione e buona riuscita di 7 interventi di riqualificazione ambientale e miglioramento dell’habitat acquatico nonché la costruzione di 3 stagni multifunzionali, la creazione di 6 gruppi di pronto intervento GReG e l’attività di educazione ambientale che ha coinvolto 15.000 tra studenti ed adulti. Il progetto Gestire2020 prevede pertanto l’estensione delle attività sviluppate in Crainat ad altri territori sulla base del Piano d’azione per la conservazione, i SIC IT2010019 Monti della Valcuvia, SIC IT2020011 Spina verde, SIC IT2030003 Monte Barro, ZPS IT2070402 Alto Garda Bresciano territori all’interno dei quali la specie è ancora presente e dove vanno potenziate le attività di conservazione.

Il progetto prevede la progettazione di misure e interventi di conservazione di Austropotamobius pallipes (Azione 15), in particolare l’aggiornamento delle informazioni disponibili delle popolazioni di gambero d’acqua dolce sia autoctono (A. pallipes) sia alloctone (Procambarus clarkii e Orconectes limosus), la caratterizzazione genetica delle nuove popolazioni di Austropotamobius spp. Individuate, lo studio preliminare dell’idrografia dei siti Natura 2000 coinvolti, la progettazione degli interventi di miglioramento degli habitat adatti alla specie e la costituzione di nuovi Gruppi Recupero Gamberi (GReG), ideati e formati nell’ambito del progetto come gruppi di pronto intervento formati adeguatamente per condurre interventi rapidi per la tutela di popolazioni di gambero autoctono che si trovino improvvisamente a rischio di sopravvivenza. Le azioni concrete di conservazione vengono avviate fin dalla prima fase di progetto e dureranno per tutto il progetto, anche grazie alle esperienze già avviate con Crainat (Azione C6). In particolare nei centri riproduttivi di Prabione di Tignale (BS) e di Prim’Alpe di Canzo (CO) continuerà la produzione e la semina di novellame, per la successiva reintroduzione. Verranno inoltre realizzate le attività progettate nell’azione preparatoria (A15): la produzione di novellame, il contenimento dei gamberi alloctoni, gli interventi di riqualificazione dell’habitat per la specie.

Gli enti gestori dei siti Natura 2000 coinvolti nella realizzazione degli interventi concreti saranno coinvolti anche nelle attività di divulgazione e disseminazione delle buone pratiche per la conservazione del gambero (Azione E9), sia per divulgare quanto fatto nelle azoni concrete, sia per diffondere buone pratiche gestionali. Sono previsti incontri tecnici, networking con altri enti gestori per favorire lo scambio di esperienze, percorsi didattici con le scuole e attività di divulgazione presso la popolazione residente e i fruitori delle aree protette.

Per saperne di più sul gambero di fiume:
http://www.lifecrainat.it/documenti.html

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