In Lombardia ci sono habitat e specie, riconosciute di interesse prioritario dalla Direttiva Habitat e dalla Direttiva Uccelli, il cui stato di conservazione è stato valutato non soddisfacente o per le quali oggi mancano specifici piani di azione.

Per questo motivo il progetto Life Gestire 2020 dedica alcune delle proprie azioni alla predisposizione di piani d’azione, che rendano coerenti tra loro gli interventi sull’ampio e variegato territorio regionale, e alla realizzazione di azioni concrete volte a migliorare lo stato attuale di alcuni habitat.

  • Piano d’azione per la flora di Lombardia e progettazione di misure e interventi di conservazione (Azione A10).
  • Pianificazione e realizzazione interventi di miglioramento compositivo, strutturale e di idoneità faunistica degli habitat forestali nel demanio regionale per la definizione di best practices – (Azioni A8 e C13).
  • Attività ed interventi di miglioramento della produzione delle specie forestali al fine di garantire la conservazione della biodiversità, in particolare per la produzione di ecotipi e fenotipi resistenti di farnia (Quercus Robur L) – (Azioni A6 e C14).

Le attività d’alpeggio, soprattutto se all’interno di importanti aree come quelle di Rete Natura 2000, possono influenzare in varia misure gli habitat e le specie presenti. Il ruolo dell’alpeggiatore è quindi determinante al fine di garantire una gestione che possa ridurre il rischio di chiusura degli spazi aperti, di scomparsa degli habitat di pregio e delle specie selvatiche ad essi legate, con conseguente diminuzione della biodiversità e della diversità del paesaggio.

Tra gli obiettivi del progetto Life Gestire 2020 vi è anche quello di individuare modalità ed azioni di gestione delle aree pascolive per tutelare la biodiversità dei pascoli, in particolare per mantenere e migliorare gli habitat prativi (6150, 6170, 6210, 6230*, 6430, 6510 e 6520) e di torbiera (7110, 7140, 7150), nonché le specie faunistiche associate, con particolare attenzione all’avifauna delle aree aperte.

L’Azione A17 prevede la redazione di Piani di Pascolamento che includeranno la definizione di obiettivi di miglioramento, conservazione, recupero ed evoluzione naturale delle aree, la definizione del più appropriato volume di carico ed i periodi ottimali di utilizzo e l’individuazione di eventuali interventi sui pascoli e sulle strutture ed infrastrutture presenti. Le attività sul campo in corso comprendono elaborazioni cartografiche, rilievi vegetazionali, dialoghi con gli alpeggiatori ed acquisizione di dati storici.

Saranno dunque redatti 10 Piani di Pascolamento per 10 alpeggi lombardi.

I piani avranno l’obiettivo di assicurare la continuità di importanti servizi ecosistemici, favorire una gestione sostenibile delle risorse e, allo stesso tempo, garantire un’appropriata sostenibilità economica delle importanti attività d’alpeggio.

I piani intendono essere anzitutto uno strumento idoneo per la salvaguardia di questi 10 alpeggi, ma vi è anche il più ambizioso obiettivo di indicare la strada attraverso la quale programmare e sviluppare, d’intesa con gli alpeggiatori delle altre aree montane della Lombardia, le azioni di tutela di aree spesso ritenute marginali, ma che sono invece di notevole importanza paesaggistica e naturalistica, oltre che economica.

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