Tra le principali cause di perdita di biodiversità ci sono le cosiddette specie aliene, esotiche o alloctone, organismi introdotti volutamente o accidentalmente dall’uomo. Alcune di esse non trovano l’ambiente adatto e scompaiono rapidamente, mentre altre si naturalizzano, si insediano cioè stabilmente, creando popolazioni in grado di sostenersi nel lungo periodo. Alcune specie naturalizzate non riescono per motivi ecologici ad espandersi eccessivamente, rimanendo relegate in piccole porzioni del territorio, o comunque non costituendo una minaccia per altre specie; altre, invece, divengono pericolose invasive, causando un impatto negativo per la biodiversità, in quanto entrano in concorrenza diretta con alcune delle nostre specie e alterano lo stato degli habitat e degli ecosistemi naturali, o per l’uomo e le sue attività. Complici anche i cambiamenti climatici in atto, le specie aliene invasive sono, insieme al consumo di suolo, la principale minaccia alla biodiversità.

L’introduzione delle specie aliene avviene in diversi modi. Alcune piante, ad esempio, vengono introdotte per motivi ornamentali o produttivi e sfuggono poi alla coltura. L’ailanto, albero proveniente dall’Asia orientale, è un caso emblematico. Verso la fine del ‘700, fu introdotta in Europa negli orti botanici e nei giardini come pianta ornamentale. Nel secolo successivo si scoprì che la coltivazione della pianta poteva avere interessanti risvolti economici in quanto, come il gelso, poteva essere utilizzata nella bachicoltura. La specie è divenuta in breve una delle specie vegetali legnose più infestanti sull’intero territorio italiano, rappresentando una grave minacce per la biodiversità e per gli ecosistemi naturali e semi-naturali. Informazioni più approfondite sull’ailanto possono essere reperite nel sito del progetto Life Alta Murgia.

L’introduzione di molte specie avviene in modo accidentale: l’ambrosia, piccola pianta erbacea di origine americana, è giunta in Lombardia probabilmente sotto forma di seme mescolata a sementi di piante agrarie provenienti dall’America, insieme ad altre specie erbacee di origine americana. L’ambrosia, naturalizzatasi con successo, è oggi presente in molte parti del territorio lombardo ed è responsabile di numerosi casi di allergia, essendo il suo polline un potente allergene.

Vie di ingresso privilegiate per l’introduzione accidentale di specie vegetali e animali sono i porti e gli aeroporti, dove merci e persone possono fungere da vettori volontari o inconsapevoli. Un ruolo importante nella diffusione delle specie aliene è svolto, inoltre, dal commercio di piante esotiche e animali da compagnia, dall’introduzione volontaria per attività di pesca sportiva e venatoria, dal rilascio da parte di cittadini e dalla fuga da allevamenti.

I casi della nutria e dello scoiattolo grigio sono molto rappresentativi. La nutria è un grosso roditore originario del Sudamerica, importata in Europa da allevatori per il commercio della pelliccia, detta “castorino”. La fuga dagli allevamenti ha portato alla situazione attuale: la specie è molto diffusa nelle zone di pianura della Lombardia, causando danni sia alle attività umane, in particolare all’agricoltura per la sua abitudine di scavare gallerie e per la sua alimentazione erbivora, ma anche alla biodiversità, in quanto la nutria tende a danneggiare pesantemente la vegetazione palustre. Lo scoiattolo grigio, di origine Nordamericana, è stato introdotto volontariamente in parchi e giardini a fini ornamentali, essendo anche un animale confidente che si avvicina all’uomo. La specie ha subito, però, un notevole aumento demografico, che l’ha portata ad uscire dall’ambito dei parchi urbani e ad occupare i boschi naturali, dove compete con lo scoiattolo rosso, autoctono, che rischia l’estinzione, qualora lo scoiattolo grigio dovesse estendere il proprio areale all’intero territorio. Informazioni più approfondite su ciò che fin qui si è fatto in Lombardia per contrastare la presenza dello scoiattolo grigio possono essere reperite nel sito del progetto Life EC-SQUARE.

Un grosso impatto è causato dalle attività legate alla pesca sportiva. Al fine di ripopolare le acque dolci di prede per i pescatori sportivi, vengono effettuate semine di novellame di differente provenienza, causando l’introduzione di numerose specie aliene ormai stabilmente presenti in tutti i corpi idrici della Pianura Padana. Alcune di esse si sono rivelate molto pericolose per gli effetti sulle specie locali, quali ad esempio il siluro, vorace predatore di grossa taglia, oggi ben diffuso nelle acque lombarde.

L’Italia è uno dei paesi Europei maggiormente colpiti dalle invasioni biologiche, grazie anche alle favorevoli condizioni climatiche. I monitoraggi in corso segnalavano che nel 2009 in Italia continentale erano presenti 1516 specie alloctone, 253 in Sicilia e 302 in Sardegna. Di queste specie, 120 sono marine, 97 di acque dolci, 902 terrestri (fonte Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) e comunque i numeri sono in continua crescita. Il progetto LIFE Asap mira ad informare e sensibilizzare sulle specie aliene. Uno studio del 2010 di Banfi e Galasso riporta per il territorio della Lombardia ben 619 entità esotiche tra le solo piante superiori, corrispondenti ben al 20% dell’intera flora lombarda.

Complessivamente in Italia il numero di specie aliene è aumentato del 96% negli ultimi 30 anni. Si calcola che in Europa i costi attribuibili alle specie esotiche ammontino a 12,5 miliardi di euro.

Esistono diverse normative volte a prevenire e contrastare la diffusione di tali specie:

  • in Italia, la legge 11 febbraio 1992, n. 157 recante “Norma per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” prevede all’ articolo 2, comma 2, l’obbligo all’eradicazione delle specie alloctone, con l’eccezione di quelle contenute nell’Elenco delle specie alloctone escluse dalle previsioni dell’art. 2, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157.
  • in Lombardia la L.R. .31 marzo 2008 n. 10 “Disposizioni per la tutela e la conservazione della piccola fauna, della flora e della vegetazione spontanea” contiene una lista nera delle specie aliene oggetto di eradicazione, contenimento e monitoraggio.
  • dal 1 gennaio 2015 è in vigore nei paesi dell’Unione Europea il Regolamento (UE) n. 1143/2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive. Una lista di 37 specie esotiche vegetali ed animali di rilevanza unionale è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 14 luglio 2016; la lista sarà aggiornata gradualmente.

Diversi progetti in Lombardia, tra cui anche alcuni LIFE, hanno affrontato la gestione di singole specie invasive, come il progetto LIFE TIB, il progetto EC SQUARE e il progetto CRAINAT.

Con Gestire 2020 è prevista la messa a sistema di tutte le iniziative e i progetti inerenti al tema delle specie invasive, per definire un quadro unitario delle azioni prioritarie di prevenzione, diffusione e contrasto alla diffusione delle specie invasive che tenga in considerazione:

  • l’inserimento delle specie invasive in liste nere;
  • il livello di criticità dell’impatto delle specie invasive su specie e habitat Natura 2000;
  • il rischio di ulteriore diffusione ambientale;
  • la fattibilità tecnica ed economica degli interventi;
  • i livelli di accettazione sociale degli interventi.

La prima fase di sviluppo (azione A7) prevede:

  • la definizione di 5 protocolli di contenimento per specie o gruppi di specie vegetali in 5 aree pilota individuate in base alle criticità;
  • la prosecuzione degli interventi di contrasto alla diffusione dello scoiattolo grigio americano, avviati nel progetto EC SQUARE;
  • la prosecuzione degli interventi per il contenimento dei gamberi alloctoni (azione A15) iniziati col progetto CRAINAT;
  • interventi per la salvaguardia della testuggine Emys orbicularis minacciata dalla presenza di esemplari del genere di testuggine alloctona Trachemys.

La strategia sviluppata troverà poi applicazione concreta (azione C5) attraverso l’attuazione dei piani di contenimento sviluppati nella fase di pianificazione, l’aggiornamento delle “liste nere”.

Tutta l’attività sarà divulgata (azione E11) sia alle realtà produttive e commerciali (che possono rappresentare un veicolo per l’ingresso di specie alloctone) che al pubblico generico, per far comprendere l’effettiva entità del problema. Le informazioni saranno messe a disposizione qui e sul sito di Regione Lombardia e saranno inoltre pianificati incontri territoriali con enti gestori, associazioni locali e pubbliche amministrazioni per favorire la partecipazione, soprattutto nelle aree in cui le problematiche legate a specie invasive sono maggiori. Le azioni di comunicazione specifiche per la flora alloctona saranno inoltre supportate dalla rete regionale degli orti botanici e verrà elaborato un codice di comportamento per vivaisti, giardinieri, tecnici del settore parchi.

Brevi schede su:


Sito del Ministero dell’Ambiente sulle specie invasive

Sito della Commissione Europea sulle specie esotiche invasive

European Alien Species Information Network

European and Mediterranean Plant Protection Organization – activities on Invasive Alien Plants

Progetti Life in Lombardia sul tema delle specie invasive

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