Le zone umide lentiche, ossia laghi e paludi, presenti sull’intero territorio regionale rappresentano dei siti di fondamentale importanza per molte specie inserite nell’Allegato I della Direttiva Uccelli, presenti in Lombardia (come Moretta tabaccata, Tarabusino, Airone rosso, Schiribilla, Voltolino, Falco di Palude, Martin pescatore) oltre che per molte altre specie di fauna e flora. Tali aree, però, sono sottoposte a un processo evolutivo che porta al loro interramento, spesso accelerato da fattori antropici, e che le rende con il tempo inadatte a ospitare queste popolazioni.

Per favorirne la presenza e migliorare lo stato di conservazione dei Siti RN2000 che le ospitano, all’interno del progetto (Azione A11) si prevede, innanzitutto, la raccolta e la messa a sistema ai dati relativi alla loro distribuzione e abbondanza. Ciò consentirà di identificare le aree in cui le popolazioni sono in calo per procedere, anche con uscite mirate sul campo, a identificare i fattori di pressione e minaccia (interramento delle aree aperte, presenza di specie esotiche invasive, gestione inappropriata dei canneti).

In seguito a questa analisi verranno individuati gli interventi da realizzare e, attribuendo una scala di priorità, le aree dove effettuare tali opere (Azione C16).

Grazie alla collaborazione con ERSAF si intende, inoltre, stilare un protocollo di gestione dei canneti al fine di creare habitat idonei a differenti specie. Tale protocollo potrà poi essere utilizzato nell’ambito delle azioni complementari da coloro i quali aderiranno alle misure del PSR per la gestione degli habitat di interesse comunitario 6410 di particolare importanza per la nidificazione e l’alimentazione della fauna ornitica.

Nell’ambito del piano di comunicazione (Azione E6), verrà poi realizzato un manuale di best practices per la creazione di strutture fruitive e metodologie per la minimizzazione del disturbo a carico dell’avifauna nelle aree umide. Il manuale è indirizzato agli Enti gestori, pianificatori e progettisti (es. architetti), si propone di illustrare le migliori metodologie per la costruzione di supporti alla fruizione, come ad esempio capanni di osservazione, schermature artificiali, mascheramenti, nei pressi di aree umide, curandone orientamento, altezze delle aperture per l’osservazione, con particolare attenzione verso materiali eco-compatibili.

Il 26 maggio 2017, all’Università di Pavia, si è svolto il workshop “Le aree umide per gli uccelli in Lombardia: di cosa hanno bisogno?”, particolarmente importante in relazione all’Azione A11. Qui è possibile scaricare il resoconto del workshop.

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